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senza testa

Melancolia - senza testa

Sara Bonora (Trento, 1993) ha realizzato senza testa (Melancolia, p. 139). Terminata la riscrittura mitopoietica sulla figura di Medusa, nell’illustrazione la struttura dell’intreccio narrativo è posta al servizio della principale funzione narratologica di un mito, ovvero il ruolo politico della poesia in un contesto sociale.

IL MITO IN TE TORNA ALL’EZIOLOGIA SOCIALE: ORA SEI IL POLITICO PROCLAMA A EDUCARE IL MONDO OLTRE LA RAGIONE DI UNO STATO CHE DECAPITA ADDESTRATORI DI LEONI VIRGILIANI, OLTRE LA RAGIONE DI UN DIO CHE DECAPITA SOLTANTO PROFETI BATTEZZATI E MANSUETI

(Melancolia, Introduzione, p. 12)

Melancolia - senza testa 2

In modo ciclico rispetto all’illustrazione ex libris il mito trova la propria chiusa. Un nuovo orecchino: una perla del mare. Una nuova tiara: le ali nell’iconografia classica di una gorgone marina. Una nuova serpe: un alto bracciale. Una nuova vertebra: ramo di irto corallo. Medusa/Maria si mostra come un’epifania in perfetto equilibrio tra la dimensione umana e la visione naturalistica giacché rappresenta la morale che supera l’arte asservita sia alle leggi dello Stato sia alle leggi di Dio.

Melancolia - senza testa 3

La legge dello Stato è rappresentata dal poeta Orfeo decapitato dalle baccanti annoiate dal tormento del poeta per la perdita dell’amata Euridice. Adagiato accanto a una lira il cranio di Orfeo nell’illustrazione è avvolto da un cartiglio contenente i versi a lui dedicati da Publio Virgilio Marone nel quarto libro di Georgiche come didascalico allineamento politico all’ideologia augustea: Eurydicen toto referebant flumine ripae (Verg., Georg., IV, 527) / [il nome] Euridice le rive mormoravano per tutto il fiume.

Melancolia - senza testa 4

La legge di Dio è rappresentata dal profeta Giovanni il Battista decollato da Erode dopo la danza seduttrice di Salomé. Adagiato accanto a un piatto d’argento il cranio di Giovanni il Battista nell’illustrazione è avvolto da un cartiglio contenente i versi a lui dedicati da Oscar Wilde nel dramma in atto unico Salomé come rivendicazione esistenziale di una società umanamente oppressa: J’ai baisé ta bouche, Iokanaan (Wilde, Salomé, I) / Io ho posseduto la tua bocca, Giovanni.